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Smartworking e Tecnostress
Cos’è lo smartworking?
Lo smartworking, o lavoro agile, viene definito come una modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali azienda.
In teoria esso nasce per fare in modo che i lavoratori possano conciliare più agevolmente la vita privata e la vita lavorativa svolgendo il proprio lavoro da casa (telelavoro), e quindi tramite una forma di lavoro agile.
Nello specifico la Legge di Stabilità prevede che si possa aumentare la produttività e conciliare la vita e il lavoro conservando le agevolazioni fiscali e contributive.
Più tecnostress?
Il rischio tecnostress potrebbe in certi casi essere maggiormente percepito da persone che svolgono lavoro da casa, ossia da individui che svolgono smartworking.
Questa modalità potrebbe generare nuove forme di tecnostress relazionate con l’assenza di limiti di tempo e spazio che potrebbero portare i lavoratori ad essere sempre connessi (always on).
E’ necessario conoscere a fondo questa nuova forma di telelavoro per assicurarsi del fatto che una migliore conciliazione tra vita privata e lavorativa non generi conseguenze dannose, come appunto il tecnostress.
Alcune aziende, per queste ragioni, hanno lanciato l’iniziativa del “detox aziendale” ossia specifiche ore durante la settimana in cui c’è una astensione dalla connessione anche per chi svolge lavoro da casa.