Parità di genere in Italia: l’UNI/PdR 125:2022 come strumento di cambiamento culturale

Ogni anno l’organizzazione internazionale World Economic Forum analizza il divario di genere nei diversi paesi attraverso il Global Gender Gap Report, che esamina 148 economie secondo quattro dimensioni chiave:

  • Partecipazione Economica e Opportunità: Valuta la partecipazione delle donne e degli uomini alla forza lavoro, la parità salariale per lavori simili, i guadagni stimati e la rappresentanza in posizioni dirigenziali e professionali.
  • Livello di istruzione (Educational Attainment): Misura i divari di genere in termini di alfabetizzazione e iscrizione ai vari livelli di istruzione (primaria, secondaria e terziaria).
  • Salute e Sopravvivenza (Health and Survival): Aspettativa di vita e rapporto tra i sessi alla nascita.
  • Potere Politico (Political Empowerment): Analizza la rappresentanza delle donne in parlamento, nelle posizioni ministeriali e come Capi di Stato.

 

Il rapporto offre una panoramica chiara sulla posizione dell’Italia nel percorso verso la parità di genere. Nonostante un leggero miglioramento rispetto all’edizione 2024, quando si trovava all’87°, l’Italia si classifica quest’anno all’85° posto a livello globale su 148 economie. A livello europeo l’Italia si piazza al 35° posto (su 40 economie analizzate).

Analizzando i quattro sottoindici principali del rapporto, emerge un quadro contrastante per il paese:

  • Ottimi risultati nel Livello di istruzione, con quasi piena parità tra uomini e donne.
  • Buona performance anche nell’indice di Salute e Sopravvivenza.

 

Tuttavia, emergono forti squilibri:

  • Nella Partecipazione Economica, l’Italia è solo al 117° posto, con un basso tasso di donne in posizioni dirigenziali e un’evidente disparità salariale.
  • Nel Potere Politico, la rappresentanza femminile resta limitata, con il paese al 65° posto.

 

Conclusione

L’Italia sta formando con successo il proprio capitale umano femminile, ma fatica ancora a valorizzarlo pienamente in ambito economico e politico. Per colmare questi divari, non bastano interventi isolati: serve un cambiamento culturale profondo e strutturato, che trasformi nel tempo le logiche organizzative e decisionali.

In questo contesto, la UNI/PdR 125:2022 rappresenta uno strumento concreto per ridurre il divario di genere: si tratta di un sistema volontario di gestione e certificazione della parità, pensato per guidare le organizzazioni pubbliche e private verso una maggiore equità, attraverso indicatori misurabili su governance, carriere, retribuzione e cultura aziendale.

La UNI/PdR 125:2022 non si configura soltanto come un sistema tecnico di certificazione, ma come una leva strategica per stimolare un’evoluzione culturale duratura, capace di generare risultati tangibili nel lungo periodo. Solo attraverso un impegno diffuso, coerente e continuativo sarà possibile ridurre realmente le disuguaglianze di genere e costruire una società più giusta, equa e inclusiva.

 

Fonte: https://www.weforum.org/publications/global-gender-gap-report-2025/

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